21.08.2008
“Sporco negro puzzi. Tornatene a casa tua”. Urlando queste parole tredici balordi hanno pestato a sangue uno studente africano fuori la discoteca di Genova. Lui ha resistito. Non è caduto a terra. Sarebbe stata la fine. Il gruppo di estrema destra stava aspettando un altro straniero dall’Europa dell’est che tardava ad uscire. Dopo alcuni minuti di sfogo e rabbia, con l’arrivo dei buttafuori di colore, il gruppo si è dileguato nella notte. Alcuni media hanno denunciato con fermezza l’aggressione nei confronti del povero malcapitato. A distanza di alcuni giorni c’è da chiedersi dove sta la vera povertà. Nel nonviolento o nei violenti? (Fabio Pipinato)
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Foto: Gli immigrati sono le persone più a rischio di esclusione
- Trento: inaugurate le 'Gallerie della memoria' dei popoli in fuga
- Crisi in Georgia: clima da Guerra fredda, il 22 in piazza a Padova
- Georgia: la Russia ha usato cluster bombs, denunciano Hrw e Icbl
- Usa: la guerra in Iraq, affare miliardario per i contractors
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20.08.2008
Il vertice straordinario della Nato sulla crisi georgiana tenutosi ieri a Bruxelles "sta facendo tornare indietro di anni le lancette dell’orologio nelle relazioni tra la Nato e il Cremlino": anche se formalmente i canali di comunicazione restano aperti nei fatti l’Alleanza ha congelato i lavori del Consiglio Nato-Russia (NRC), il tavolo di lavoro istituito sei anni fa a Roma per trattare questioni di interesse comune - riporta l'Osservatorio sui Balcani. Intanto l'associazione 'Beati i costruttori di pace' invita ad una manifestazione a Padova venerdì 22 agosto per chiedere il ripristino della legalità internazionale e lo stop delle azioni militari nel Caucaso. Nei giorni scorsi la 'Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine' e Human Right Watch hanno denunciato l'uso da parte della Russia delle bombe cluster in Georgia.
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Foto: Carroarmati russi in Georgia -da OsB
18.08.2008
Il 20% della spesa statunitense destinata dal 2003 alla guerra in Iraq è finita nelle tasche dei contractors, le aziende private sotto contratto col Pentagono e sarebbe costata ai contribuenti americani quasi 85 miliardi di dollari: lo rivela il rapporto pubblicato dal 'Congressional Budget Office', l'Ufficio per il bilancio del parlamento americano. Al momento la spesa militare totale Usa in Iraq è di 446 miliardi di dollari e le previsioni per il 2008 la faranno lievitare di oltre 100 miliardi di dollari. In Iraq ci sono 190mila contractors privati ben più dei 160mila soldati americani. Intanto il Pentagono ha informato il Congresso Usa del progetto di una commessa militare di oltre 9 miliardi di dollari per fornire equipaggiamento militare all'Iraq: si tratta di blindati leggeri, missili, elicotteri, mitragliatrici ed esplosivi.
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19.08.2008
La 'Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine' (ICBL), Human Rights Watch (HRW) e la 'Cluster Munition Coalition' (CMC) condannano decisamente "l'uso da parte della Russia delle bombe cluster in Georgia che hanno causato già decine di morti e feriti tra la popolazione civile". "Con l'uso di un'arma con riconosciuti effetti indiscriminati in aree popolate, la Russia ha mostrato uno sfacciato disprezzo per la vita dei civili" - afferma l'ICBL. "Questo recente caso di uso di cluster bombs sottolinea ancora il pericolo rappresentato da queste armi e l'urgenza di proteggere i civili sottoscrivendo la Convenzione di Oslo" - dichiara la Campagna Italiana Contro le Mine.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Legislazione] [Attivismo] [Armi] [Mine] [Conflitti] Foto: Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC
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Mariarosa Cutillo
Ed. EMI, 2008, pp. 80, € 9,00
Il libro, attraverso un dialogo tra persone esperte, espone le cause del lavoro minorile e presenta nuove strategie per restituire a tutti i bambini e le bambine del mondo la loro infanzia e il loro futuro. Il lavoro minorile fa parte della quotidianità anche in Italia e nei Paesi industrializzati. Non si tratta solo di sfruttamento diretto da parte di organizzazioni criminali o di qualche imprenditore senza scrupoli. E tra i nostri acquisti più comuni ci sono prodotti, quali il caffè e il cacao, che spesso implicano lo sfruttamento dell’infanzia nel Sud del mondo.
ContinuaEd. EMI, 2008, pp. 80, € 9,00
Il libro, attraverso un dialogo tra persone esperte, espone le cause del lavoro minorile e presenta nuove strategie per restituire a tutti i bambini e le bambine del mondo la loro infanzia e il loro futuro. Il lavoro minorile fa parte della quotidianità anche in Italia e nei Paesi industrializzati. Non si tratta solo di sfruttamento diretto da parte di organizzazioni criminali o di qualche imprenditore senza scrupoli. E tra i nostri acquisti più comuni ci sono prodotti, quali il caffè e il cacao, che spesso implicano lo sfruttamento dell’infanzia nel Sud del mondo.
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